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venerdì 19 giugno 2009

La Ragazza del Mio Migliore Amico (My Best Friend's Girl)

Regista: Howard Deutch
Cast: Dane Cook, Kate Hudson, Jason Biggs, Lizzy Caplan, Alec Baldwin, Riki Lindhome, Diora Baird, Mini Anden, Malcolm Barrett, Hilary Pingle, Faye Grant, Taran Killam, Richard Snee, Alberto Bonilla, Nate Torrence
Genere: Commedia
Durata: 103 min
Distributore: Eagle Pictures

Trama: Alexis è una ragazza intelligente, bella e ostinata, ed è la donna dei sogni di Dustin. Dopo solo cinque settimane, però, Dustin diventa ossessivo a tal punto da indurre Alexis a rallentare i rapporti, definitivamente. Dustin, disperato e distrutto prova in ogni modo a riconquistarla e chiede aiuto al suo miglior amico Tank, lo specialista nel "recupero rapporti". Tank, maestro nel sedurre e "maltrattare" le donne, viene infatti ingaggiato da ragazzi appena scaricati per riconquistare le loro ex: le porta fuori e fa in modo che sia il peggior appuntamento della loro vita! L’esperienza è così orribile che le sventurate non possono fare altro che tornare felici e di corsa tra le braccia dei loro ex . Ma quando Tank mette in atto la sua strategia con Alexis, la sua vita prende una svolta decisiva. Alexis infatti è la prima donna che capisce il suo gioco, e Tank presto si trova diviso tra l’amicizia con Dustin e questa nuova e strana attrazione .. per la ragazza del suo migliore amico

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Borderland

Regista: Zev Berman
Cast: Brian Presley, Martha Higareda, Jake Muxworthy, Rider Strong, Beto Cuevas, Sean Astin, Damián Alcázar
Genere: Horror
Durata: 104 min
Distributore: Mediafilm

Trama: Due poliziotti messicani entrano in una villa apparentemente disabitata. In realtà li attende un gruppo di sadici appartenenti a una setta che offre sacrifici a una divinità in cambio del desiderato dono dell'invisibilità. Uno di loro viene brutalmente torturato mentre l'altro, Ulises, è costretto a guardare per poi riferire ai superiori che gli assassini vanno lasciati in pace se non si vuole fare la stessa fine.Un anno dopo Ed, Henry e Phil, tre amici, decidono di partire insieme per una vacanza tutta sesso e sregolatezza in Messico in prossimità del confine col Texas. Mentre i primi due si danno da fare con due ragazze, Lupe e Valeria, Phil, il più giovane, dopo aver cercato la compagnia di una prostituta, viene aggredito in strada e finisce nelle mani della setta guidata da una sorta di sacerdote non privo di mezzi economici. La ricerca dell'amico metterà in pericolo Ed ed Henry che vedranno però entrare nuovamente in campo Ulises.Questa volta l'orrore si ispira a fatti realmente accaduti e a un killer sadico, Adolfo de Jesùs Costanzo, morto a 27 anni, che a Matamoros (al confine con gli Usa) aveva dato origine a una setta dedita ad omicidi rituali. La polizia si attivò solo dopo l'uccisione di un ventunenne statunitense e giunse a lui attraverso un'indagine sul narcotraffico. Sentendosi braccato e senza via di scampo si fece uccidere insieme al suo amante.Il film di Berman segue strade già battute e prevedibili riuscendo però a strutturare la narrazione in modo diverso dal solito. Dopo il prologo scioccante la sceneggiatura costruisce una lunga attesa in cui lo spettatore (cosciente del fatto che i ragazzi si metteranno nei guai) ha il tempo sufficiente per entrare nelle loro psicologie e cercare magari di scommettere su chi tra loro potrebbe (eventualmente) salvarsi. A differenza che in Saw e derivati qui si resta un passo indietro rispetto al compiacimento visivo nei confronti delle efferatezze non trascurando poi di sottolineare come anche l'individuo comune nasconda in sé pulsioni criminali che, per reazione, finiscono con l'essere assimilabili a quelle di chi scientemente tortura e mutila. Il confine tra la normalità e l'orrore può essere a volte molto tenue

Guarda il trailer del film "Borderland"

Una Notte da Leoni (The Hangover)

Regista: Todd Phillips
Cast: Bradley Cooper, Ed Helms, Zach Galifianakis, Heather Graham, Justin Bartha, Jeffrey Tambor, Ian Anthony Dale, Mike Tyson, Matt Walsh, Rachael Harris, Ken Jeong, Gillian Vigman, Bryan Callen, Sasha Barrese, Mitch Holleman, Rob Riggle, Sondra Currie
Genere: Commedia
Durata: 100 min
Distributore: Warner Bros Italia

Trama: Due giorni separano Doug dal suo matrimonio, due giorni da consumare a Las Vegas con gli amici di sempre Phil e Stu e col cognato prossimo Alan. Phil è un professore svagato con moglie e prole, Stu un dentista sottomesso alle angherie della fidanzata, Alan un ragazzaccio grassoccio e mai cresciuto. A bordo di una Mercedes da collezione partono alla volta della città per festeggiare a dovere l’addio al celibato di Doug. Drogati per errore, si sveglieranno l’indomani in tre dentro una suite disfatta, con un dente in meno, una tigre in bagno, una gallina in camera e senza il futuro sposo. Allarmati dal loro stato confusionale e dall’assenza di Doug decidono di ricostruire la notte trascorsa, scoprendo un poco alla volta di aver detto e fatto cose inenarrabili. A Los Angeles, intanto, la sposa aspetta irrequieta lo sposo. Governata da una logica mercantile e infantile, Las Vegas ha il suo punto di equilibrio nell’eccesso ed è l’unica città in grado di promettere un’esagerazione infinita. Irresistibilmente esagerata è pure la commedia di Todd Phillips, che ha scelto la città del nulla al neon in lotta col deserto del Nevada come teatro alla sua delirante avventura amicale. Il regista restituisce allo spettatore, in forma di risata, ciò che gli ha sottratto nella percezione dell’intreccio. La perfezione dei tempi comici sublima lo scacco intellettuale causato da una trama avvolta su se stessa, concentrando il piacere di seguire una storia attraverso una concatenazione di avvenimenti logicamente pedinabili e ricostruibili. Di fatto i protagonisti di Una notte da leoni, ebbri di gioco, alcol e (loro malgrado) stupefacenti, dovranno ripristinare il contatto con la realtà e ricostruire il tempo perduto per ritrovare lo sposo smarrito. Gli sceneggiatori Jon Lucas e Scott Moore costruiscono allora una tramatura di eventi intricata e complessa, infilando personaggi mai visti prima, senza prendersi la cura di introdurli e catapultando lo spettatore dentro un’avventura che è già cominciata prima dell’inizio del film. La sensazione è di essere arrivati nel bel mezzo di un racconto già cominciato, nella ricomposizione della notte brava risiede allora l’interesse e l’attrattiva del film, che fa continuamente riferimento ad avvenimenti dei quali non si sa nulla ma che non mancheranno di essere chiariti. A risolvere mistero e “crisi” sono tre attori straordinari, Bradley Cooper, Ed Helms e Zach Galifianakis, che disquisiscono di amicizia senza tirare in ballo scelte esistenziali o travagli interiori. Non si tratta però, attenzione, di irriducibili votati all’autodistruzione. Pur alle prese con pulsioni, ribellioni, eccessi e complicità regressive verso il basso (una cosa da compagni di scuola o banda di monelli), i testimoni dello sposo possono solo scoprirsi bravi ragazzi, tornare a casa con occhi pesti e nasi rotti e finire vestiti al matrimonio del loro migliore amico con l’abito elegante dell’autocontrollo. Al deragliamento segue il (ri)assestamento borghese, al trasgredire il recupero della ragionevolezza. Sull’happy ending scorrono, insieme ai titoli di coda, le fotografie di una notte davvero stupefacente, che ci congeda in un clima di rinuncia, promettendoci però la verità intorno ai nostri tranquilli good boy

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Diari

Regista: Attilio Azzola
Cast: Roisin Greco, Amine Slimane, Antonio Sommella, Manuel Ferreira, Maria Teruzzi, Matilde Pezzotta, Paolo Porta, Joseph Scicluna, Monica Barbato, Davide Lottfalla, Luca Bonetti, Sonny Aro, Elena Lolli, Jose' Alberto Beltran Madalenguitia
Genere: Commedia
Durata: 90 min
Distributore: Fuoricampo

Trama: Due storie che finiscono con il confluire nella terza costituiscono la struttura narrativa di Diari. Nella prima la sedicenne Leo si trova a dover affrontare il ritorno, dopo dieci anni, del padre. L'uomo, attore di teatro, tiene un seminario a cui Leo decide di iscriversi in totale incognito.Ali, protagonista della seconda parte, è un ragazzo extracomunitario perfettamente integrato e appassionato di manga. Al punto di celarsi in Internet sotto le vesti di un supereroe per agganciare la più bella della scuola. Leo e Ali si troveranno a doversi occupare insieme di un anziano la cui percezione del tempo si va facendo complicata spingendolo a ritenere ancora presente un antico amore.Attilio Azzola con questo film, vincitore del Gran Prix Ecrans Juniors a Cannes, ha realizzato un'opera prima del tutto inusuale nel panorama del cinema italiano. Il film è infatti il risultato di un progetto che ha le sue radici in Lombardia e, nello specifico, in Brianza. Nel corso del primo semestre 2007 Azzola e l'educatrice Maria Grazia Braghi hanno dato il via a un'esperienza formativa con adolescenti finalizzata alla stesura del soggetto e alla scelta sia dei personaggi sia degli ‘aiuti' nelle varie mansioni della troupe. Ne è nato così un film sui giovani che li vede al centro di tutto il processo. Volendo sfuggire agli stereotipi sugli adolescenti ‘bruciati' oppure integrati il film assume una dimensione in costante equilibrio tra fiaba e realtà. Grazie a questa scelta gli attori (non professionisti e per questo decisamente più ‘veri' di altri loro coetanei presenti sul grande schermo) non vengono ridotti a un'omologazione paramocciana. La sceneggiatura può quindi permettersi di affrontare con tutta la leggerezza necessaria (il che non è sinonimo di banalità) le complesse dinamiche di relazione tra i figli e la figura paterna nonché il non facile rapporto con le persone anziane. È proprio grazie a un vecchio un po' svanito che Leo e Ali riusciranno ad andare più a fondo nella scoperta di se stessi ricordandoci che non tutti i giovani vedono albekiare tre metri sopra il cielo

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Coraline e la Porta Magica (Coraline)

Regista: Henry Selick
Cast: Dakota Fanning, Teri Hatcher, Ian McShane, Keith David, Jennifer Saunders, John Hodgman, Dawn French, Robert Bailey Jr., Aankha Neal, George Selick, Hannah Kaiser, Harry Selick, Marina Budovsky, Emerson Hatcher, Jerome Ranft
Genere: Animazione
Durata: 100 min
Distributore: Universal Pictures

Trama: Coraline ha undici anni e si è da poco trasferita con la sua famiglia in una nuova casa. Tutto è ancora da esplorare, ma i suoi genitori sono troppo occupati con il lavoro per dedicarsi a lei. La spediscono a giocare in giardino, le preparano al volo la cena quando è ora, la invitano a cavarsela da sola. È così che Coraline scopre una porticina che dà su un tunnel polveroso che porta ad un altro appartamento, in tutto simile al suo, dove vivono un'altra mamma e un altro papà, che altro non fanno che occuparsi di lei. Tutto è spettacolare e desiderabile, dall'altra parte del tunnel, se non fosse che le persone hanno strani bottoni cuciti al posto degli occhi. È nata da un errore di battitura, Coraline. Neil Gaiman, il suo creatore, voleva scrivere Caroline, ma gli è scivolato il dito sulla tastiera e le lettere si sono scambiate di posto. Così Coraline è unica e a lei toccherà un'esperienza unica, nella quale i doppi e i ribaltamenti (non) si sprecano. Avventura tinta d'orrore, Coraline, nelle mani di Henry Selick, si avvicina piacevolmente ai temi di Nightmare before Christmas. Ancora, si tratta di un passaggio casuale in un altro mondo, là apparentemente distante e qui illusoriamente speculare, un mondo dove la morte s'impone per fascino sulla vita (i bottoni sugli occhi, come monete che propiziano il trapasso), con la sua lusinga della perfezione e della soddisfazione. Non a caso a fare da tramite è in qualche modo il personaggio di Wybie, estraneo al testo letterario ma imprescindibile in quello cinematografico di eco burtoniana, in quanto freak che si muove sul confine della vita, il cui diritto all'esistenza è stato messo in discussione da sempre e per sempre, inscritto nel suo stesso nome. Prima volta della combinazione di animazione in stop motion e stereo 3D, Coraline parrebbe fatto per gli adulti anziché per i bambini e in un certo senso è così, perché sono i grandi che hanno di che spaventarsi maggiormente, dato che, non importa da quale delle due parti del tunnel si posizionino, non ci fanno una bella figura, sregolati nel dosaggio amoroso, spettatori congelati del pericolo, in attesa di venire salvati da una bambina. Le avventure di Coraline, novella Alice, correttamente accompagnata da un gatto, richiamano grazie al 3D il sapore psichedelico del classico di Carrol ma sono bagnate da una pioggia grigia e costante, che dell'infanzia racconta la difficoltà e la solitudine, prima che la malizia o il gioco. La protagonista va avanti e indietro tra un mondo e l'altro ma non è la sua strada che sta cercando: tra animali imbalsamati e acrobati senza pubblico, isolata e immersa nella nebbia che tutto incupisce e tutto avvolge, a undici anni sta cercando soprattutto la vita; una buona ragione per essa

Guarda il trailer del film "Coraline e la Porta Magica (Coraline)"

Il Mondo di Horten (O'Horten)

Regista: Bent Hamer
Cast: Baard Owe, Espen Skjønberg, Ghita Nørby, Henny Moan, Bjørn Floberg, Kai Remlow, Per Jansen, Bjarte Hjelmeland
Genere: Commedia
Durata: 90 min
Distributore: Archibald Enterprise Film

Trama: Odd Horten, scapolo taciturno, ha guidato lo stesso treno sulla stessa tratta, Bergen-Oslo, per così tanto tempo che anche il resto della sua vita è scandita dall'osservanza di monotoni e rassicuranti rituali. Dopo quarant'anni di onorato servizio, per l'ingegnere sessantasettenne è ormai giunta l'ora di andare in pensione.Noto in Italia per Kitchen Stories, un'indagine sociologica sugli usi di uomini single norvegesi nella propria cucina, e per Factotum, dove Matt Dillon interpreta magistralmente uno scrittore nato dalla penna di Charles Bukowski, Il mondo di Horten è la quinta pellicola del norvegese Bent Hamer, regista pluripremiato, sceneggiatore e produttore.Dedicato alla madre e a tutte le donne che praticano il salto con gli sci, nel Mondo di Horten l'autore tratteggia con grande sensibilità un universo che poggia sui ritmi lavorativi, nel quale irrompe, d'un tratto, il caso, la possibilità di potersi gestire il proprio spazio e tempo, di rimettersi in gioco.Odd Horten è un uomo ordinato, che si prepara ogni giorno il cibo prima di andare al lavoro, che si occupa delle faccende domestiche, che accudisce amorevolmente la madre ammalata. Dalla sua cabina di guida, osserva il mondo esterno, attraversa, col suo treno, meravigliosi paesaggi norvegesi, fino ad entrare nel cuore della città. Si direbbe un traghettatore di anime, un conducente verso altri mondi, eppure, dopo la sua penultima tratta - l'ultima, per un curioso disguido, non riuscirà a portarla a termine -, in realtà sta per dare inizio soltanto in quel momento al suo viaggio iniziatico nella realtà. È in quel mondo, che fino ad allora ha visto soltanto attraverso il vetro della propria postazione, che dovrà immergersi e lo spettatore, insieme a lui; e lo farà, mettendosi gli sci ai piedi e lanciandosi da un trampolino di lancio di Oslo. Quel "tuffo" sulla città metaforicamente condensa il senso del film: non è mai troppo tardi per provare a vivere, per reinventarsi.Sullo sfondo di una Norvegia innevata, dove l'elemento naturale e lo spazio urbano interagiscono in un tutt'uno, emerge un delicatissimo ritratto di un'umanità varia e singolare, che ancora riesce a emozionarsi, a sorridere, ad avere piccoli gesti di solidarietà. Nel corso del suo percorso Odd Horten si imbatterà, infatti, in alcune figure come un bambino che lo coglie in flagrante nel proprio appartamento perché il portone di ingresso del condominio si è rotto, come una donna, da poco vedova, che conosce le sue marche preferite di pipe e come un diplomatico amante di arti primitive/inventore incompreso, col vezzo di guidare per le strade con gli occhi bendati.Coi toni da fiaba, Il mondo di Horten riflette la precisione del narratore che riesce visivamente a creare atmosfere dense di poesia, venate talvolta di lieve ironia e di un surrealismo alla Tati. Bent Hamer delinea poco alla volta con efficacia una figura che riesce a far fronte alle difficoltà e ai bruschi cambi di rotta della propria esistenza. Bravo l'attore Bård Owe, lo si era visto in Europa e ne The Kingdom - Il regno di Lars von Trier

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Look Both Ways - Amori e Disastri

Regista: Sarah Watt
Cast: William McInnes, Justine Clarke, Anthony Hayes, Lisa Flanagan
Genere: Drammatico
Durata: 100 min
Distributore: Fandango

Trama: Mentre su tutte le tv locali scorrono le immagini del deragliamento di un treno che ha causato la morte di molte persone, le vite di alcuni abitanti di Adelaide si confrontano con amore, morte e altre catastrofi. Nick è un fotoreporter cui viene diagnosticato un cancro ad una fase avanzata durante una visita di controllo; Meryl è una illustratrice che fa ritorno in città dopo aver sepolto il padre; Andy è uno scapestrato giornalista con due figli a carico ed un terzo in arrivo dalla sua compagna occasionale, Anna; Phil è il caporedattore di Andy e Nick, a cui la notizia della malattia dell'amico sconvolge completamente tutte le priorità. Nell'arco di un torrido week-end le vite di ognuno di loro si incroceranno e prenderanno nuove strade a partire dalla tragedia di un uomo finito sotto le rotaie di un treno merci.Ad un primo sguardo sembrerebbe che l'invito alla prudenza che campeggia sul limitare degli incroci pericolosi o delle strade trafficate costituisca anche il modo più pavido da parte di Sarah Watt di intendere la realizzazione del suo film d'esordio. L'intento è dispensare un genuino ottimismo a partire dalla cronaca nera che ci annienta attraverso i media e le piccole e grandi sciagure di tutti i giorni.I mezzi sono quelli più classici del tipico film dall'estetica indie, in cui il minimalismo surreale della messa in scena riesce a risultare grazioso e piacevole a colpo (quasi) sicuro. Ma Look Both Ways non "guarda da entrambe le parti" unicamente per disquisire sui grandi temi della vita con uno stile fantasioso e piacione, ma anche e soprattutto per concepire la morte da più punti di vista. "Chiunque perda qualcuno merita una foto sul giornale". Il discorso della protagonista Meryl è evidentemente etico: ogni morte è uguale all'altra nell'incommensurabile tragedia che si consuma non solo in ma anche attorno ad essa.Problema etico che il film cerca di affrontare contrapponendo fin da subito una tragedia di massa (il deragliamento di un treno) con la morte di un singolo (il ragazzo travolto dal treno merci), oppure una morte che consuma dall'interno (il cancro di Nick) con una che sconvolge dal di fuori (il padre di Meryl). Da questo punto di vista, anche i vari momenti delle sequenze realizzate con il disegno animato (campo di formazione dell'autrice australiana) o con il montaggio di scatti fotografici perdono la naiveté che solitamente si accompagna a questo tipo di inserti nel tipico prodotto indipendente, e diventano la sintesi dell'incontro di due differenti capacità di elaborare la realtà per immagini: quella che lavora per fantasia e astrazione di una disegnatrice di acquerelli e quella che "congela" degli istanti privilegiati presi direttamente dalla realtà di un fotoreporter.Sarah Watt "guarda da entrambe le parti", alle pratiche di adesione e di trasfigurazione della realtà, per mostrare come l'amore possa nascere anche dall'intreccio fra l'immaginazione e la realtà bruta delle cose, fra un disegno animato dai colori caldi e la fredda lividezza dell'immagine di una tomografia

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Il Prossimo Tuo

Regista: Anne Riitta Ciccone
Cast: Jean-Hugues Anglade, Maya Sansa, Laura Malmivaara, Sulevi Peltola, Massimo Poggio, Matti Ristinen, Romina Hadzovic, Ivan Franeck, Samuel Cahu, Aylin Prandi, Lena Reichmuth, Dijana Pavlovic, Diane Fleri
Genere: Commedia
Durata: 124 min
Distributore: n.d.

Trama: Tre storie che si intrecciano con i fili invisibili dell’animo o semplicemente attraverso un quadro che cambia città. Il giornalista francese traumatizzato da un attentato in Iraq; la pittrice italiana che insegna arte all’adolescente figlia di immigrati; l'hostess finlandese che deve superare una ferita interiore. Tutti con un trauma o una paura: quella del prossimo, del vicino di casa, delle persone incontrate in metropolitana o del diverso. Poi ci sono gli ostacoli emotivi che spingono a tenere lontani gli altri come un tuffo che non riesce o la ricerca della pornografia su internet.La cifra stilistica de Il prossimo tuo di Anne Riitte Ciccone è fortemente europea. Le tre storie si muovono nei giorni successivi all'attentato di Madrid e si svolgono tra Parigi, Helsinki e Roma. Le coscienze sono scosse, le strade sono percorse da paura e la diffidenza versi i diversi è normalità ma i protagonisti vivono traumi e problemi emotivi assolutamente personali, il terrorismo e la politica sono solo sullo sfondo. Sebbene lo spirito da “Il cielo sopra l’Europa” sia suggestivo e lo stimolo a fare un “Babel” del Vecchio Continente interessante, il film ha alcuni limiti. La sceneggiatura è ovvia e priva di originalità: lo stupro, il divorzio dei genitori o la morte di uno di essi, sono tutte sollecitazioni dei personaggi molto derivative dal film di Inarritu. Insomma, indubbiamente non sono temi di primo pelo. Anche la regia, sebbene precisa, elegante ed essenziale, manca di spinta e originalità. Infatti, alcune scelte stilistiche e visive sono un po’ scontate: i panorami ghiacciati che rispecchiano quelli dell’animo dei personaggi, specchi e quadri che li rincorrrono cercando di raccontare qualcosa della loro vita. Tutto già visto, tutto già sperimentato su celluloide. Insomma delle scelte scolastiche ed ingenue che non riescono a trovare la giusta magia

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