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venerdì 27 marzo 2009

Push

Regista: Paul McGuigan
Cast: Chris Evans, Dakota Fanning, Camilla Belle, Cliff Curtis, Djimon Hounsou, Maggie Siff, Joel Gretsch, Hal Yamanouchi, Scott Michael Campbell, Neil Jackson, Nate Mooney, Colin Ford, Corey Stoll, Brandon Rhea
Genere: Azione
Durata: 111 min
Distributore: Eagle Pictures

Trama: Un affascinante thriller sullo spionaggio di un gruppo di persone che ha trovato il modo di muovere gli oggetti con il pensiero, prevedere il futuro, creare nuove realtà e uccidere senza toccare le vittime. Queste persone abbandoneranno gli Stati Uniti e si rifugeranno a Hong Kong, per sfuggire ad un organizzazione che vuole catturarli

Guarda il trailer del film "Push"

I Mostri Oggi

Regista: Enrico Oldoini
Cast: Diego Abatantuono, Sabrina Ferilli, Claudio Bisio, Carlo Buccirosso, Angela Finocchiaro, Giorgio Panariello
Genere: Commedia
Durata: n.d.
Distributore: Warner Bros Italia

Trama: Il film va considerato a tutti gli effetti il terzo capitolo rispetto agli illustri precedenti dei film ad episodi I mostri diretto nel 1963 Dino Risi e I nuovi mostri (1977), diretto a sei mani da Dino Risi, Mario Monicelli ed Ettore Scola, capisaldi della commedia all'italiana in pillole.Anche qui, in sedici episodi caustici, vengono parodiati tutti i vizi, le debolezze e le paure dell'Italia contemporanea. Perché passano gli anni, passano i decenni ma i difetti che affliggono l' Italia sono sempre gli stessi, qui illustrati in episodi divertenti, amari, grotteschi, fulminanti: cinismo, avidità, indifferenza, falso perbenismo, cialtroneria, vanità e via "difettando".Ciascun episodio, di durata e struttura diverse, ruota intorno a delle figure centrali, in genere caricaturali, che saranno interpretate da tre attori principali (Diego Abatantuono, Giorgio Panariello e Claudio Bisio), i quali compariranno sia alternativamente che insieme, così come in altri episodi con Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Carlo Buccirosso e molti altri ancora...Alcuni episodi sono assai brevi e fulminanti ed hanno la durata e la struttura di uno sketch, altri presentano invece le costruzioni più elaborate di un racconto

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Racconti Incantati (Bedtime Stories)

Regista: Adam Shankman
Cast: Adam Sandler, Keri Russell, Guy Pearce, Russell Brand, Richard Griffiths, Teresa Palmer, Lucy Lawless, Courteney Cox, Jonathan Morgan Heit, Laura Ann Kesling, Jonathan Pryce, Nick Swardson, Kathryn Joosten, Allen Covert, Carmen Electra
Genere: Commedia, Family, Fantastico
Durata: n.d.
Distributore: Buena Vista International Italia

Trama: Una commedia familiare che racconta la storia di Skeeter Bronson, tuttofare di un albergo, che si ritrova a vivere le storie che racconta alla nipotina prima di andare a dormSkeeter Bronson (Adam Sandler) è un impiegato tuttofare presso l'hotel che un tempo fu del padre Marty (Jonathan Pryce). A causa di difficoltà economiche, Marty fu costretto a vendere il proprio motel a Barry Nottingham (Richard Griffiths), con l'intesa che, una volta cresciuto, quello avrebbe messo a capo del personale Skeeter. Barry, però, non ha acluna intenzione di rispettare l'impegno preso, anche perché pianifica un'ulteriore ristrutturazione dell'hotel, che prevede un passaggio di consegne al suo perfido figliolo, Kendall (Guy Pierce).
I sogni di Skeeter sembrano dunque destinati a rimanere irrealizzati, finché questi, controvoglia, non è costretto a occuparsi dei due figli della sorella Wendy (Courteney Cox): Patrick (Jonathan Morgan Heit) e Bobbi (Laura Ann Kesling).
Lo assiste nel compito la collega Jill (Keri Russell).
Per riuscire a tenerli buoni, Skeeter comincia a inventarsi per i ragazzi delle storie della buona notta, ben presto, però, scopre che queste fantasie finiscono per influenzare realmente la sua vita e coinvolgerlo così in ciò che racconta.
A questo punto, Skeeter tenta di influenzare i racconti in modo da poter finalmente realizzare i propri sogni... ire

Guarda il trailer del film "Racconti Incantati (Bedtime Stories)"

Il Caso dell'Infedele Klara

Regista: Roberto Faenza
Cast: Laura Chiatti, Claudio Santamaria, Iain Glen, Kierston Wareing, Anna Geislerová, Paulina Bakarova, Miroslav Simunek, Daniela Merlo, Adriano Wajskol
Genere: Sentimentale, Noir, Commedia
Durata: n.d.
Distributore: Medusa

Trama: Luca, musicista italiano che vive a Praga, è in preda a un'incontrollabile gelosia per la sua fidanzata Klara, studentessa di storia dell'arte in procinto di laurearsi. Insospettito dal rapporto della ragazza con Pavel, suo tutor all'università, Luca incarica un detective, Denis, di controllarla. Dopo i primi pedinamenti, effettuati con l'aiuto di sofisticate tecnologie, il detective decide di nascondere alcune prove che ritiene non importanti, quasi a voler proteggere il cliente tormentato dai sospetti. Tra i due uomini inizia così un raffinato gioco delle parti che li porterà a contaminarsi a vicenda: l'uno travaserà nell'altro elementi e sentimenti che prima non conosceva. Denis, che vive con la moglie Ruth un rapporto di coppia estremamente "aperta" ed è innamorato di Nina la sua assistente in agenzia, perde serenità e distacco. Mentre Luca, fagocitato dalla sua passione per Klara, diventa paziente e calcolatore, spingendo il detective a seguire un'ultima volta Klara in un viaggio-studio a Venezia dove è presente anche Pavel. Qui, sotto mentite spoglie, Denis conoscerà Klara e finirà per scoprire una singolare verità. Una trama di adulteri, veri o presunti, una commedia passionale fatta di intrighi e colpi di scena

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Dall'Altra Parte del Mare

Regista: Jean Sarto
Cast: Galatea Ranzi, Vitaliano Trevisan, Fulvio Falzarano, Giordana De Santis, Viviana Di Bert
Genere: Drammatico
Durata: 80 min
Distributore: n.d.

Trama: Chiamato ad allestire a Trieste un'opera teatrale dedicata alla Shoah, il regista teatrale Abele richiama in patria la collega Clara, attrice che nel corso di un lungo esilio volontario a Parigi aveva avuto modo di filmare una testimonianza della pianista Tosca Marmor, maestra di musica leggera sopravvissuta ai campi di sterminio. Le varie prove di messa in scena divengono presto per tutti gli attori un canale di confessione per esprimere le loro riserve, dissertare su concetti come la memoria e i ricordi rivissuti, e riflettere sulle altre modalità con cui in passato è stata rappresentata la banalità del male più assoluto. Le varie posizioni finiscono con l'accentrarsi attorno ad uno scontro fra le idee di Clara, che crede nel valore etico della rappresentazione e nella narrazione come forma privilegiata per veicolare la memoria di un evento, e quelle più radicali di Abele, fautore di un'estetica antirappresentativa e antispettacolare, che svuoti dati e parole di ogni possibile rifigurazione o immedesimazione catartica. Nel lavoro di ricostruzione degli eventi e di reperimento di dati, Clara arriva a scoprire qualcosa che riguarda più da vicino il proprio passato e il rapporto con un padre scomparso.Come si rappresenta l'irrappresentabile? Già Adorno aveva a suo tempo affermato in un famoso aforisma che dopo Auschwitz ogni poesia sarebbe stata una barbarie, ed è proprio attorno a questo dubbio magistrale sui massimi sistemi del pensiero estetico moderno che si dividono non solo i due protagonisti Vitaliano Trevisan e Galatea Ranzi, ma gli stessi percorsi di senso del film. Tenendo conto e citando apertamente tutti i testi che con questa stessa sfida si sono misurati per difendere il valore testimoniale dell'opera d'arte (Shoah di Lanzmann, Per un pezzo di pane di Fassbinder, L'istruttoria di Weiss, il "muselmann" di Yehiel De-Nur, la poesia di Celan, ma anche Hiroshima mon amour di Resnais, parlando di altre tragedie irrappresentabili del "secolo breve”), Sarto si approccia a questo interrogativo fondamentale fornendo una risposta in un certo senso "multimediale", che nella forma cinematografica ibrida una serie di linguaggi diversi. In un continuo passaggio fra dimensione di finzione teatrale, cinematografica, documentaria, videoartistica e, per certi aspetti, anche televisiva, il film interpella direttamente lo spettatore con quelle stesse domande che assillano la compagnia degli attori senza per questo sentirsi in dovere di abbattere la "quarta parete" della finzione, con il pregio non da poco di non chiamare in causa un discorso sul metacinema. Così, finché prevale l'approccio formalista e questo articolato sincretismo fra arti di diversa natura, anche le ambizioni teoriche sulle possibilità di una rappresentazione "etica" della Shoah reggono bene il passo. Il problema nasce quando la dialettica fra storia e narrazione, fra evento e immaginazione, fra Trevisan e la Ranzi, pende enormemente a vantaggio di questa, lasciando emergere in primo piano la storia personale di Clara e le indagini sulla figura paterna, che anziché costituire la solida impalcatura testuale alle precedenti dissertazioni, sono indubbiamente l'aspetto più debole del film. Debolezza colpevole perché un po' saccente, come rivelano anche i dibattiti al bar fra i vari attori, vere e proprie postille didascaliche poste in coda ad ogni sequenza. Sono questi inserti visibilmente non amalgamati con le altri parti del film l'aspetto meno sofisticato di un film italiano che è e resta comunque un'opera ben più ambiziosa e ricercata rispetto alla media della cinematografia ad essa circostante

Guarda il trailer del film "Dall'Altra Parte del Mare"

Two Lovers

Regista: James Gray
Cast: Gwyneth Paltrow, Joaquin Phoenix, Vinessa Shaw, Isabella Rossellini, Elias Koteas, Moni Moshonov, John Ortiz, Bob Ari, Julie Budd
Genere: Drammatico
Durata: 100 min
Distributore: Bim

Trama: Brighton Beach, Brooklyn. Leonard, un uomo attraente quanto dal carattere complesso, torna alla casa che gli ha dato i natali dopo aver tentato il suicidio. Mentre si trova sotto lo stesso tetto degli accoglienti genitori, i quali lo aiutano con amore ma faticano a comprenderlo, Leonard conosce due donne in breve tempo. Una è Michelle, una vicina di casa tanto bella quanto misteriosa, la quale cela a sua volta problemi profondi.Ma i genitori cercano di spingere Leonard ad avere una relazione con Sandra, la figlia dell'acquirente della tintoria di famiglia. Inizialmente sulla difensiva, Leonardo scopre in lei una profondità inattesa. Ma la possibile relazione con Sandra finisce per essere ostacolata da Michelle che gli chiede aiuto per risolvere una relazione negativa che la vede legata a un altro uomo. Ora così Michelle sembra essere attratta da Leonard il quale si trova tra due fuochi con il non improbabile rischio di riprecipitare in quello stato d'animo che lo aveva portato a tentare di togliersi la vita.James Gray segna con Two Lovers un'importante svolta nella sua carriera. Abbandonati (temporaneamente?) i 'romanzi criminali' come Little Odessa, The Yards e I padroni della notte prende ispirazione da un racconti di Dostoevsky "Le notti bianche", per descrivere le dinamiche di un sentimento sempre più difficile da portare sullo schermo perché ormai letto e riletto apparentemente in tutti i modi. Riesce a farlo dimostrando grande sensibilità grazie a una sceneggiatura, scritta con Richard Menello, che analizza con aderenza al reale, le dinamiche amorose. Dopo tanti amori patinati il cinema americano torna a proporci un amore vero. Speriamo che ne arrivino altri

Guarda il trailer del film "Two Lovers"

Fortapàsc

Regista: Marco Risi
Cast: Libero de Rienzo, Valentina Lodovini, Michele Riondino, Massimiliano Gallo, Ernesto Mahieux, Salvatore Cantalupo, Gigio Morra, Gianfranco Gallo, Antonio Buonomo, Duccio Camerini, Marcello Mazzarella, Daniele Pecci, Ennio Fantastichini, Renato Carpentieri, Gianfelice Imparato
Genere: Drammatico
Durata: 108 min
Distributore: 01 Distribution

Trama: Giancarlo Siani è un giovane praticante, impiegato “abusivo” per il Mattino col sogno di un contratto giornalistico e di un’inchiesta incriminante contro i boss camorristi e i politici collusi. Lucido e consapevole, Siani si muove tra Napoli e Torre Annunziata, un avamposto abbattuto dal terremoto e frequentato dagli scagnozzi armati di Valentino Gionta. Indaga, si informa, verifica i fatti e poi scrive pagine appassionate e impetuose sui clan camorristi e sulla filosofia camorristica. Era il 1985 quando Vasco Rossi cantava “ogni volta che viene giorno” e un giornalista di ventisei anni moriva assassinato per “ogni volta che era stato coerente”. Gli ingredienti per realizzare l’ennesima agiografia di una vittima (dimenticata) della camorra c’erano tutti. C’era la vicenda personale di Giancarlo Siani, c’erano gli Ottanta, quelli dei tangentisti e dei faccendieri, delle commesse e della corruzione, delle spese inutili e della burocrazia gonfiata, degli omicidi del generale Dalla Chiesa, c’era un Paese sordo alle idee di Siani che scriveva (e lavorava) per un’Italia migliore, c’era l’inevitabile sacrificio finale. Ma Marco Risi non ha realizzato un altro film sulla camorra, concentrandosi esclusivamente sulle tappe di avvicinamento di Siani prima a una consapevolezza di sé e della lotta politica, poi a una strategia letteraria e provocatoria. La camorra è in ogni gesto di chi si oppone a Siani, in ogni silenzio indifferente, nelle grottesche indagini dei carabinieri, nella “clemenza” della magistratura, nelle assurde pratiche rituali di “guappi” spietati e armati, che intendono porre la corruzione e la violenza come norma fondamentale di convivenza sociale. Risi, all’interno del medesimo spazio (Torre Annunziata), distingue due campi contrapposti, determinando il fronteggiarsi delle due parti: i villains che utilizzano la forza della pistola per ascendere l’empireo della carriera camorristica, l’eroe che avvia la sua opera di progressiva e inarrestabile bonifica dell’illegalità con la macchina da scrivere, puntando sul valore della persuasione. Sullo sfondo c’è Napoli e l’isteria collettiva che circondava nel 1985 Maradona, involontario capopopolo, occasione di riscatto, speranza di rivalsa calcistica e sociale, sul ricco Nord da parte del garzone del macellaio e di una città pronta ad osannare e a stritolare. Napoli come corpo corruttore e Napoli generatrice di “antidoti” capaci di riequilibrare moralmente l’ordine esistente. Napoli, ancora, sede del “Mattino”, che invia in un polveroso avamposto battuto dai fuorilegge un giornalista eroico, immagine della possibilità di progresso e fertilità contro l’aridità e l’improduttività dell’arroganza. Dopo il vuoto e la degradazione giovanile dei suoi ragazzi fuori, che hanno la Lazio come sommo ideale, che alimentano la loro forza con un linguaggio osceno, che scelgono la via dell’omologazione passiva e che hanno bisogno del branco per riconoscersi, il regista milanese si concentra su un ragazzo solare senza lati oscuri, isolato dai politici di palazzo in un non luogo sventrato e svuotato per essere riempito dall’eccitazione del business e poi affondato nei liquami chimici. Se il Maradona di Risi (Maradona – La mano de Dios) non ha mai smesso di cercare il suo pallone, Siani non ha mai smesso di cercare la verità e di morire per questo giovanissimo dentro la sua Citroën Mehari e sotto il cielo di Napoli. Risi coglie l’importanza della solitudine in cui viene abbandonato Siani e la spirale dentro cui viene fatto scivolare lentamente fino al massacro del settembre ’85. Con la linearità di un cinema che non ha tesi da dimostrare ma una bruciante urgenza di raccontare, Fortapàsc mette in piazza una classe politica che mira alla propria autoconservazione, una società incivile che chiede la legittimazione di essere incivile e un giornalismo (impiegatizio) che continua a ignorare le proprie responsabilità nel degrado sociale, etico, linguistico e culturale del Paese

Il Primo Giorno d'Inverno

Regista: Mirko Locatelli
Cast: Michela Cova, Mattia De Gasperis, Giuseppe Cederna, Andrea Semeghini, Teresa Patrignani, Alberto Gerundo
Genere: Drammatico
Durata: 88 min
Distributore: n.d.

Trama: Valerio è un adolescente che vive nella provincia milanese. A casa ha una sorella minore della quale talvolta deve, di malavoglia, occuparsi. Nel mondo scolastico e della piscina di nuoto in cui si allena Valerio è costretto a percepire la propria diversità. Quella che lo spinge ad isolarsi nella campagna o a compiere lunghi tragitti sul suo motorino che ogni tanto lo tradisce. Vorrebbe avere delle amicizie ma i compagni lo respingono e chi lo aiuta sa di mettere a repentaglio il proprio ruolo nel gruppo di quelli che contano. Un giorno, del tutto improvvisamente, accade qualcosa che gli cambia la vita e che lo spinge a commettere un grave errore. La notte più lunga dell'anno (il solstizio d'inverno) è appena trascorsa.Mirko Locatelli, con il sostegno della Provincia di Milano, ha realizzato (dopo l'esperienza dei corti e di un mediometraggio) la sua opera prima che, come molte opere prime, ha pregi e difetti. Partiamo dai secondi. Il film ha una struttura molto semplice e lineare che rischia di non coinvolgere lo spettatore. La fotografia che gioca su cromatismi ricercati non aiuta certo in quel senso così come la scarsa utilizzazione della bambina che interpreta il ruolo della sorella di Valerio. I pregi si individuano invece nel desiderio di raccontare un'emarginazione che trova origine in un nucleo sociale giovanile non urbano ma forse ancor più vincolato da rigide regole di appartenenza che non quelli delle metropoli. Valerio è solo. Solo sul suo motorino. Solo a scuola dove tenta di farsi notare. Solo in piscina dove l'attenzione dell'allenatore è tutta rivolta a un altro, possibile promessa del nuoto. Solo anche nel tentativo di scoprire i percorsi di una sessualità che è ancora alla ricerca di un'identità precisa. Locatelli lo segue con sincera partecipazione

Guarda il trailer del film "Il Primo Giorno d'Inverno"

Teza

Regista: Hailè Gerima
Cast: Aron Arefe, Abiye Tedla, Takelech Beyene, Teje Tesfahun, Nebiyu Baye
Genere: Drammatico
Durata: 140 min
Distributore: Ripley's Film

Trama: Etiopia, 1990. Anberber è tornato al suo villaggio senza una gamba e con la testa affollata dai fantasmi. Lasciata l'Etiopia imperiale di Haile Selassie e rientrato in quella socialista di Haile Mariam Menghistu, Anberber ha studiato medicina nella Germania degli anni Settanta, interessata da una massiccia immigrazione africana e percorsa da tensioni e discriminazioni razziali. Il suo sogno più grande è quello di ritrovare l'abbraccio materno e di prendersi cura del suo popolo, afflitto dalle carestie e vessato da secoli di regimi dispotici. Rimpatriato e presa coscienza del disordine politico e sociale in cui versa il suo paese, scampa a un linciaggio e cerca conforto nel villaggio natio. Dentro il capanno e davanti al fuoco scoprirà la propria impotenza di fronte alla dissoluzione dei valori umani. Nel focolare domestico brucerà il suo passato e divamperà il desiderio di costruire il presente. Dopo aver raccontato la resistenza etiopica degli anni Trenta all'esercito dell'Italia mussoliniana (Adwa), il regista etiope Haile Gerima ricostruisce e rilegge la storia del suo Paese all'indomani del golpe militare che destituì l'imperatore Haile Selassie e promosse il regime marxista di Haile Mariam Menghistu. Rifugiando il suo protagonista, un intellettuale formato in Germania, nel villaggio natio, Gerima sviluppa il racconto su tre piani temporali. Presente, passato e sogno si interrompono e intervengono l'uno sull'altro fino a ri-comporre la storia di un uomo dentro la Storia del suo Paese. Il racconto orale dell'emigrato di Aaron Arefe assume su di sé i conflitti e le convulsioni della storia ed è caratterizzato dal sentimento dominante della nostalgia: per l'infanzia africana, età idilliaca e disgiunta dal reale in cui il protagonista si rifugia alla ricerca della sua forza rigenerante; per la giovinezza europea, età dell'imitazione e dell'assimilazione in cui si ritaglia un posto approfittando dei vantaggi offerti dal vecchio continente; per la piena maturità del ritorno, età della riaffermazione della propria identità culturale in cui impegnarsi nella ricostruzione e nella rinascita del proprio paese. Alle fughe dell'immaginario, nel realismo magico e in quello onirico, Gerima affida invece il compito di rappresentare la lacerazione interiore del protagonista, che non crede più alla possibilità di cambiare qualcosa. Anberber realizza il tradimento dei governi autoctoni e prende atto dell'unico risultato tangibile: il passaggio dei poteri dall'élite bianca all'élite nera e l'incremento consistente della violenza e della corruzione. Stessi privilegi dei potenti, stesso interesse esclusivo di una classe sociale, stesso disprezzo per il popolo. Teza, attraverso il racconto orale, i canti popolari e l'iconografia stilizzata, descrive l'educazione intellettuale di un uomo condotta e sospesa fra due continenti, fra l'Africa e l'Europa, fra il miraggio dell'occidente e il difficile ritorno al paese di origine. Restando inchiodato al suo personaggio, Gerima traduce la storia collettiva in un volto, specchiandolo nel proprio passato alla ricerca della propria identità individuale e sociale. Teza è un altro frammento di memoria restituito dal regista etiope, intimamente coinvolto nella realtà politica e sociale del suo Paese, di cui riferisce sempre con un attenzione al di fuori di qualsiasi retorica nazionalistica. Ponendo in primo piano l'instabilità politica dell'Etiopia (prima, durante e dopo l'indipendenza), i problemi causati dalle amministrazioni autoctone e l'impatto distruttivo prodotto dalla cultura cristiana-occidentale e dal pensiero marxista su quella tradizionale, l'autore africano affronta la reale situazione e impegna il suo personaggio a costruire una nuova società, ponendo letteralmente mano (e gessetto) ai problemi che l'affiggono

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Legami di Sangue

Regista: Paola Columba
Cast: Giovanni Capalbo, Cristina Cellini, Andrea Dugoni, Pino Rugiano, Arnoldo Foà
Genere: Drammatico
Durata: n.d.
Distributore: n.d.

Trama: All'interno di una famiglia contadina di oggi, sospesa tra medioevo e modernità, tre fratelli e una sorella si contendono una misera eredità. Visceralmente uniti dall'amore, arriveranno ad odiarsi. A far da contrappunto a tanta avidità, il mondo sospeso e infantile di uno dei fratelli, Andrea, down e con gravi problemi respiratori

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Cenci in Cina

Regista: Marco Limberti
Cast: Francesco Ciampi, Alessandro Paci, Man Lo Zhang, Barbara Enrichi, Massimo Ceccherini, Pamela Camassa, Novello Novelli, Carlo Monni, Niki Giustini, Laura Pestellini
Genere: Commedia
Durata: n.d.
Distributore: Bellosguardo

Trama: Siamo a Prato, in Toscana, la capitale mondiale dell'industria tessile. Vittorio Pelagatti e Armando Giachetti gestiscono la mitica Gobbotex, azienda fondata dai nonni all’inizio degli anni '50: il primo, fascinoso, elegante e spendaccione, si occupa del commerciale e delle pubbliche relazioni secondo il motto “ARTICOLO QUINTO, CHI HA I QUATTRINI IN MANO HA VINTO”; l'altro, più concreto, lavoratore e parsimonioso, vive in ditta e gira sulla sua vecchia 500, si occupa della produzione, è sposato con figli e sulla sua scrivania sta un cartello molto chiaro: “CHI PAGA DAVANTI LO SERVAN DI DIETRO”. In fabbrica lavorano anche una serie di personaggi mitici: il ragionier Maggesi, il Frucchia, Paolino, Frank Casaglieri e il Magnifico. Non prendono lo stipendio da mesi, perché non son più operai ma soci; alcuni di loro cominciano a pensare d'aver preso una fregatura… In città c'è crisi e mentre la Gobbotex naviga in cattive acque, all’Unione Industriali di Prato fa il suo ingresso ufficiale l'imprenditrice cinese signora Li, bella e intelligente, che compra aziende in difficoltà. Ben presto appare chiaro l’interesse della signora Li per la Gobbotex, perciò i nostri eroi si buttano alla ricerca dei “Soldi di Cuoio”, i risparmi messi da parte dai nonni per i tempi duri; per trovarli vanno a chiedere ai vecchi dipendenti, come il Forasassi e una vecchia amante, fino ad arrivare al Magnifico, detentore della verità, come in una difficile ma esilarante caccia al tesoro. Parallelamente viene raccontata la storia di come era Prato nel dopoguerra, di come i nonni si ingegnassero vendendo coperte da ciuchi ai soldati o imparando l’inglese per trattare con i clienti stranieri senza intermediari. Al tempo presente invece il Giachetti si trova a corteggiare la signora Li, che lo ha invitato a cena, mentre un Pelagatti/Diabolik le fruga la casa alla ricerca del contratto dai cui dipendono i destini della Gobbotex… Riusciranno a salvare la ditta dal fallimento e dalle grinfie della crudele signora Li?

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