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venerdì 24 aprile 2009

Le Avventure del Topino Despereaux (The Tale of Despereaux)

Regista: Sam Fell
Cast: -
Genere: Animazione
Durata: 90 min
Distributore: Universal Pictures

Trama: Il film è il racconto di tre improbabili eroi - un topo disadattato che preferisce leggere libri piuttosto che mangiarli e che si innamora perdutamente di una principessa, un ratto infelice che complotta per lasciare le segrete e una piccola domestica con le orecchie a forma di cavolfiore il cui destino è collegato a quello della principessa

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Houdini, l'ultimo mago (Death Defying Acts)

Regista: Gillian Armstrong
Cast: Guy Pearce, Catherine Zeta-Jones, Saoirse Ronan, Timothy Spall, Jack Bailey, MacKay Crawford, Aaron Brown, James Fiddy, Martin Fisher, Tim Frost
Genere: Drammatico
Durata: 97 min
Distributore: Eagle Pictures

Trama: Harry Houdini, il più famoso illusionista del mondo, durante un suo viaggio nel Regno Unito, fu vittima di un tentativo di truffa. Una medium, infatti, cercò di raggirarlo, invitandolo ad una seduta spiritica per contattare la madre deceduta tempo addietro. Le cose ad ogni modo prendono una piega inaspettata, ed il piano va all'aria...

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Rocknrolla

Regista: Guy Ritchie
Cast: Gerard Butler, Jeremy Piven, Thandie Newton, Gemma Arterton, Tom Wilkinson, Jamie Campbell Bower, Idris Elba, Mark Strong, Toby Kebbell, Bronson Webb
Genere: Azione
Durata: n.d.
Distributore: Warner Bros Italia

Trama: In una Londra in frenesia immobiliare l'ammanicato magnate Lenny Cole decide chi, come e quando possa ottenere nuove licenze, sfruttando la sua posizione a sfavore dei meno potenti. One Two e l'amico Mumbles sono stati appena fregati dal ricco businessman - che li aveva illusi con il miraggio di un permesso d'uso, salvo poi impedirne l'accettazione - e hanno una settimana di tempo per restituirgli il prestito di due milioni.Archiviati due flop (Travolti dal destino e il sottovalutato Revolver) e un matrimonio ingombrante, Guy Ritchie torna alla formula del cinema che gli ha dato il successo e alla malavita londinese fatta di feroci criminali e gangster da strapazzo. In un turbinio di personaggi - assessori corrotti, imprenditori russi, tirapiedi, contabili in gonnella, capo-bagarini con il pallino dell'arte, killer invincibili, rockstar drogate - di accenti e di traffici si divaricano e si intrecciano le storie di Lenny Cole (Tom Wilkinson), One Two (Gerard Butler) e del leader dei Quid Lickers, Johnny Quid (Toby Kebbell). Il primo sta per concludere un affare milionario con un pezzo grosso della mala russa deciso a investire sette milioni di sterline nel mattone. Il secondo manda inconsapevolmente in fumo la delicata operazione per ben due volte. Il terzo, che del primo è figliastro, si è appropriato di un bene prezioso aggravando ulteriormente la faccenda.Nonostante la trama apparentemente complicata, Ritchie si dimostra capace ancora una volta di saper svolgere con mestiere la matassa, tenendo saldamente le estremità del filo senza mai perdere di vista la fine. La battuta di Cole - "è tutta una questione di dettagli" - calza a pennello il regista inglese che regala ad ognuno dei suoi personaggi una caratteristica, una battuta, un'azione bizzarra quanto memorabile. Catturando con l'obiettivo una città-cantiere di cemento grigia e uggiosa, zooma sui volti, sugli abiti, sugli accessori (firmati) fotografando una microsocietà all'interno di una macrosocietà, entrambe altrettanto corrotte e corruttibili.Da sempre attratto dalla malavita e dai suoi meccanismi, Ritchie genera (prima sulla pagina e poi sul grande schermo) villain amabili e pieni di fascino, talvolta fessi ma in fondo umani. Collocandoli all'interno di una storia dai risvolti paradossali che non manca del consueto lieto fine rivela di subirne il fascino e sceglie di mostrarne la natura violenta senza eccedere nella rappresentazione stessa della violenza. All'agilità e scatto di un montaggio da videoclip d'autore - che tramuta una scena di sesso in un orgasmo cinematografico - alterna momenti misurati, decelerati dalla stupefazione di un brano ("The Gun" di Lou Reed) o da un sensuale ralenti. Con RocknRolla l'ex "material guy" rientra al cinema di genere in forma smagliante rivelando di essere "guarito" dal blocco del regista. Bentornato fra noi

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Fuori Menù (Fuera de Carta)

Regista: Nacho García Velilla
Cast: Javier Cámara, Lola Dueñas, Chus Lampreave, Fernando Tejero, Carlos Leal, Benjamín Vicuña, Mariano Peña, Junio Valverde, Alexandra Jiménez
Genere: Commedia
Durata: 111 min
Distributore: Bolero

Trama: Primo chef di un esclusivo ristorante de La Chueca, il quartiere gay di Madrid, Maxi è un uomo che vive la cucina con estremo trasporto, elaborando ogni ricetta con furore creativo e gestendo il suo personale di cuochi con un severo atteggiamento paternalista. In trepidante attesa di ottenere una stella Michelin e risollevare così il locale dai suoi ingenti problemi economici, Maxi vede improvvisamente approdare nella sua vita i due figli avuti da un matrimonio precedente al suo outing, e un nuovo vicino di casa molto piacente, che viene subito adocchiato dalla maitre Alex, single eternamente sfortunata, ma che probabilmente è animato da altri appetiti…
Ormai non più confinato nel solo circuito underground, il cinema "queer" contemporaneo trova spazio anche in quei generi "forti" un tempo dominio esclusivo dell'eterosessualità, come il melodramma o la commedia romantica. Solo quest'ultima parte di stagione ha visto la Francia parlare di Baby Love per coppie omosessuali e l'Italia domandarsi a tal proposito Diverso di chi?. A completare un ipotetico ritratto di commedie benpensanti dell'Europa meridionale, Fuori menù ci tiene a mostrare con orgoglio come il suo paese sia stato negli ultimi anni pioniere delle battaglie per i diritti civili dei gay, ma lo fa con la stessa formula applicata con eccessiva apprensione anche dai cugini francesi e italiani: la leggerezza del tocco che diviene inconsistenza del messaggio.
Il problema è il medesimo: assecondare tutti per non scomodare nessuno. Solo che in questo già non semplice gioco di equilibri fra eccesso e sobrietà, Fuori menù mette in atto un tentativo di allargare ulteriormente il campo e di fare sintesi fra la commedia salace e quella cosiddetta "per famiglie", dove alle difficoltà del rapporto padre-figlio si accostano gli effetti collaterali di un rapporto passivo. Per realizzare una ricetta di questa difficoltà, occorrerebbe una struttura di una tale complessità ed armonia che il film di Nacho García Velilla non si sforza di costruire, così che si racconta la maturazione di un istinto paterno giustificando la superficialità di alcuni passaggi attraverso l'alibi narrativo della cornice favolistica; oppure si utilizzano le potenzialità di due attori come Javier Cámara e Lola Dueñas (già ottimi per Almodóvar in Parla con lei e Volver) per enfatizzare la sapidità di dialoghi costantemente sopra le righe.
Alla fine, tanti sono gli elementi, i personaggi e le piste narrative messe in gioco, tanto ricca e intensa è la concentrazione dei dialoghi, che Fuori menù parrebbe essere l'episodio pilota di una serie televisiva. Una soap opera che vuol proporsi sfaccettata ed attraente, trasgressiva e perbenista, e che invece, in questo tentativo di raddoppiare il suo registro e allargare il proprio pubblico, rivela la totale opacità del suo sguardo

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Generazione 1000 Euro

Regista: Massimo Venier

Cast: Alessandro Tiberi, Valentina Lodovini, Carolina Crescentini, Paolo Villaggio, Francesco Mandelli, Francesca Inaudi, Francesco Brandi, Roberto Citran, Lucia Ocone, Natalino Balasso, Steffan Boje
Genere: Commedia
Durata: 101 min
Distributore: 01 Distribution

Trama: Matteo, 30 anni, brillante laureato con la passione per la matematica, lavora nel marketing di un'azienda in fase di "riorganizzazione". Divide la vita e la casa con Francesco il suo migliore amico un genio della playstation con la passione per il cinema. L'arrivo in ufficio di un nuovo vice direttore marketing, Angelica, e quello, in casa, di una nuova coinquilina, Beatrice, daranno vita ad una serie infinita di peripezie. Con tante novità e grandi scelte da compiere, Matteo, riuscirà in poco tempo a cambiare completamente la sua vita

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Tulpan

Regista: Sergei Dvortsevoy
Cast: Ondas Besikbasov, Samal Esljamova, Askhat Kuchencherekov, Tolepbergen Baisakalov, Bereke Turganbayev
Genere: Drammatico
Durata: 100 min
Distributore: Bim

Trama: Dopo aver terminato di prestare servizio come marinaio il giovane Asa torna a casa nella steppa del Kazakistan dove la sorella e il cognato, pastori, conducono una vita nomade. Prima di rientrare nella vita lavorativa e diventare a sua volta pastore Asa deve sposarsi. La sua unica speranza risiede in Tulpan, figlia anche lei di un pastore. La fanciulla è determinata nel rifiutare la proposta: Asa ha le orecchie troppo grandi e poi lei vuole andare a vivere in città, ad Alma Ata. Il ragazzo, parzialmente consolato dal fatto che anche il principe Carlo d'Inghilterra è ben fornito di padiglioni auricolari, non si arrende.Il cinema kazako offre spesso delle interessanti e poetiche sorprese quando fa la sua comparsa sugli schermi dei festival internazionali. È quanto accade anche con il film di Sergei Dvortsevoy, che riesce a trasmetterci l'innocenza di un mondo in cui il nomadismo legato alla pastorizia permea di valori e tradizioni antiche la vita di tutti i giorni. Il regista però non cerca il comodo rifugio della descrizione di un mondo incantato e immobile nel tempo. Ci descrive anche, attraverso i desideri di Tulpan, le sirene della modernità che invitano a un'urbanizzazione che può rappresentare una meta non sempre corrispondente all'immagine che se ne forma chi ne vive lontano. Ne consegue un film in bilico tra due mondo su cui si posa uno sguardo desideroso di fissare sullo schermo la memoria di una civiltà progressivamente destinata a scomparire

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